Buio – Resurrezione

Nel buio più assoluto

Vi immaginate la scena? Buio, il buio assoluto. Il corpo che giace ben avvolto nei lini, e cosparso con gli aromi e gli oli profumati per la sepoltura, secondo l’usanza dei Giudei. “Ma costui, che aveva fatto risorgere Lazzaro, non poteva salvare se stesso, scendendo dalla croce?! Gli avrebbero creduto!”. Il sepolcro. Nella solitudine più assoluta del cadavere affidato alla decomposizione.

Ho fatto una volta “l’esperienza del buio”, nelle catacombe, in un percorso riservato solo agli archeologi. Che sensazione unica! … non sai più assolutamente dove sei, da che parte girarti: c’è l’assenza completa della luce, e anche di rumori che dall’esterno possano darti un orientamento per risalire. Come lì, in quel sepolcro scavato nella roccia. Certo, lì, appena fuori della pietra fatta rotolare per sigillare il sepolcro c’era un picchetto di guardie che senz’altro parlava, cantava, giocava ai dadi, per “ammazzare il tempo”, in attesa dell’alba. …Proprio in attesa dell’alba.
Che potrebbe ancora accadere, dentro, nel buio più assoluto, dove ormai solo i morti incontrano sé stessi e non possono più rivivere?”.

Eppure, c’è un posto dove nel buio più buio pullula la vita in una miriade di particelle, che senza la minima luce “corrono” in perfetto ordine da un posto all’altro come telecomandate. Avete mai visto quelle riprese filmiche che ci permettono di curiosare tutto quello che accade nelle sale operatorie? La luce che lì usano per operare dentro l’organismo umano non è quella naturale, ma una luce particolare, che non offende e non rovina nessuno dei nostri organi interni, nessun tessuto muscolare. Sì. Perché il nostro organismo vive e funziona tutto al buio, nel più perfetto buio: guai se fosse esposto ai raggi del sole ed esposto, così semplicemente, all’aria aperta. Nel nostro corpo c’è, quindi, un buio particolare che è culla della vita. Qualcosa di simile doveva essere anche quel sepolcro sigillato: culla della vita nuova.

Lì, dove, prima ancora dell’aurora, accadde qualcosa che per molti è ancora incredibile. Nessuno vide, nessuno si accorse, nessuno sentì fino a che un angelo si presentò a rovesciare la pietra. Lo Spirito di Dio entra nel corpo morto di Gesù e lo rivivifica e lo riunisce all’anima, ma non come prima, no: “si semina un corpo con l’anima, si raccoglie un corpo spirituale…il primo uomo divenne un’anima vivente, l’ultimo Adamo, Gesù, uno spirito che dà la vita”. Del resto l’aveva detto Lui: “io offro la mia vita umana. Ho il potere di darla e di riprenderla di nuovo”.
Che cosa sia accaduto in quell’attimo è conservato, impresso nella sindone, senza dubbio, ma purtroppo la sindone non ha il dono della parola. Per fortuna, però, è impresso in qualche modo in quello che Giovanni vide, assieme a Pietro nel sepolcro aperto. Tutto era come la sera della sepoltura, quando Giovanni assieme agli altri aveva preparato per la sepoltura il corpo di Gesù dopo averlo deposto dalla croce. Lo avevano avvolto in un lenzuolo, che gli era poi stato stretto attorno al corpo con fasce di lino, per far aderire il lenzuolo al corpo, come era usanza. Un solo particolare: il

lenzuolo attorno al capo era stato stretto con un sudario separato dalle altre fasce che avvolgevano il corpo dalle spalle ai piedi. Ebbene, Giovanni e Pietro vedono proprio questo: le bende con il lenzuolo che giacciono, afflosciate su se stesse, e il sudario che rimane avvolto su se stesso, separato dalle bende, lì nello stesso posto. Tutto è come quella sera, solo che Lui, Gesù, non c’è. Le bende e il lenzuolo non sono state scomposte, aperte: Gesù ci è come passato attraverso. Non solo, quando l’angelo rovescia la pietra dall’ingresso del sepolcro Gesù non esce: semplicemente perché non c’è già più. E non si farà vedere se non a testimoni prescelti.

Come facciamo allora a sapere che cosa accadrà quando “in quel giorno” lo Spirito di Dio entrerà anche nei nostri corpi e li trasfigurerà nella gloria? Dobbiamo aspettare quel giorno, e per il momento desiderarlo ardentemente.
Nel frattempo possiamo tornare spesso con la mente e l’amore forte del desiderio dentro quel sepolcro, accoccolati lì, a fianco del corpo morto di Gesù che attende la “venuta dello Spirito”. Chissà che meraviglia! Nel buio del grembo di Maria la Santissima Trinità era entrata in modo unico e attraverso il Figlio Eterno, nello Spirito Santo, aveva dato vita ad una natura umana assunta dal Figlio… lì, nel sepolcro, accadde qualcosa di molto simile eppur diverso: l’anima umana di Gesù, si riunisce al corpo proprio perché la Santissima Trinità “riprende” nella gloria quello che era stato da sempre Suo, dall’inizio del concepimento in Maria. E come Gesù era venuto alla luce – … era stato partorito senza rompere l’integrità fisica di Maria, rispettandone e consacrandone la verginità – così, in modo simile, Gesù “esce” dalle fasce profumate di aromi in cui era avvolto e così “esce” dal sepolcro chiuso.

…E io invidio un po’ gli angeli, che hanno potuto assistere “in diretta” a questa meraviglia, mentre io dovrò attendere quel giorno in cui tutta la storia dell’universo, e quindi anche quest’attimo, mi sarà mostrata in un baleno.

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