La VERITÀ Gv 18,33b-37
C’è una … ‘progressione’ in questo piccolo stralcio di colloquio tra Gesù e Pilato. (1) “Sei il Re dei Giudei?” – (2) “Dici questo da te oppure altri te l’hanno detto?” – (3) “Il mio regno non è di questo mondo…” – (4) “Dunque Tu sei Re? – (5) Tu lo dici”.
Gesù poteva rispondere subito “sì, sono Re, ma non uno dei re ai quali sei abituato tu”. Sembra, invece, che Gesù voglia portare Pilato a fare affermazioni solo con piena responsabilità. Non per sentito dire: “gli altri mi hanno detto che tu sei re!”. Pilato è giudice, in quella circostanza: non può andare avanti per “sentito dire”. Deve prendere posizione netta e sicura.
C’è progressione: “dici questo da Te oppure altri Te lo hanno detto? … Tu lo dici”. La seconda volta Pilato non parla più “per sentito dire”: Pilato afferma per conoscenza propria, per deduzione, che Gesù è Re. Non si può sindacare su Gesù o discutere su di Lui “per sentito dire”: ci vuole un confronto diretto. Il ‘sentito dire’ – al massimo – può essere un primo approccio, e poi varrebbe solo se la fonte del “sentito dire” è una fonte seria, solida, non pettegola, ma posata, ed equilibrata.
Per quanto riguarda Gesù: come si fa ad avere un confronto diretto con Lui? Certo, non possiamo andare a parlare da Lui faccia a faccia. E dobbiamo ricordarci che Gesù noi Lo conosciamo attraverso la trasmissione che fin dai primi anni del Cristianesimo ce ne ha fatto la Chiesa. Gesù Lo conosciamo solo per come ce lo hanno trasmesso coloro che hanno dato la vita per Lui. Ma questo non vuol dire conoscerlo per sentito dire. Sarebbe una conoscenza “per sentito dire” solo se noi non pregassimo mai su quello che la Chiesa ci ha trasmesso, se non lo facessimo mai diventare motivo di esame di coscienza. Se non pregassimo mai affinché ciò che ci è stato trasmesso divenga motivo di riflessione umile e serena. Se ci mettessimo in testa che “tanto nessuno può garantirci che la trasmissione sia stata fatta bene”. E a quel punto io chiederei: “chi ti ha messo in testa che ci hanno trasmesso male le cose e che la Chiesa ha interesse a imbrogliarti? O che, a un certo punto, la Chiesa ha deciso di cambiare le cose che Gesù ha veramente detto e fatto?”.
Di fronte a contestazioni di questo genere, infatti, serve più capire perché nascono e da dove sorgono, e non tanto che cosa dicono. Infatti – e termino – è in gioco proprio la verità: che cos’è la verità, e perché la Chiesa dovrebbe imbrogliarci sulla verità? … E, comunque, quando io cerco un Gesù che mi dice sempre proprio le cose che voglio sentirmi dire e che non mi scalfisce per nulla nel mio stile di vita e nel mio modo di pensare e giudicare, quello è un segno sicuro che non è il vero Gesù, non è il vero Gesù Re. Quando cerco o ‘predico’ un Gesù che è la proiezione delle mie filosofie, quello non è il vero Gesù. Un Gesù che deve solo solleticarmi la curiosità intellettuale e farmi produrre fantasie mie più o meno filosofiche, non è il vero Gesù.
Dunque, la Verità. Osserviamo la reazione di Pilato alla risposta alla domanda: “che cos’è la verità?”. Pilato esce dal Pretorio e dice “non trovo in lui nessuna colpa”, ma poi cede al ricatto dei capi del popolo.
Rendere testimonianza alla verità, essere dalla verità e ascoltare la voce di Gesù, che cos’è la verità … Non possiamo certo negare che proprio oggi – e da un bel po’ di tempo – uno dei problemi principali nella vita dell’uomo e della società sia proprio il fatto della verità. Troveremo parecchie definizioni, se facessimo un’intervista universale; spesso ci imbatteremo in frasi come questa “ognuno ha la sua verità”, “non puoi impormi la tua verità”. Soprattutto per quanto riguarda le decisioni e le scelte della propria vita. Mentre se fossimo accusati di qualcosa che non abbiamo fatto, diremmo che è falso, oppure, se leggessimo un articolo dove si racconta un fatto, vorremmo sapere se è “veramente” accaduto così come è descritto. Ecco, in questi due ultimi casi non indulgeremmo certo sui tanti punti di vista, o sui tanti modi di intendere e parlare della verità.
In altre parole, quando si tratta di decidere che cosa fare, soprattutto quando si tratta di ciò che ci piace, difficilmente vogliamo che qualcuno ci “imponga” il suo pensiero. In quel momento la verità è piuttosto “il punto
di vista”, “ciò che noi riteniamo importante”. Quando, invece, vogliamo che nessuno ci accusi di qualcosa che non abbiamo fatto o ci dica veramente che cosa è successo, lì cogliamo veramente quel che significa la verità: capire le cose come stanno al di là di ogni possibile errore, questo ha a che fare con la verità; ma rischiamo di accettarlo solo quando veniamo accusati di qualcosa che non abbiamo fatto o quando vengono raccontate cose false e noi ne siamo coinvolti e quindi non lo riteniamo giusto. Quando si tratta, invece di scegliere qualcosa, la verità la confondiamo con il nostro punto di vista … spesso con i nostri capricci.
Ma … quel che dice Gesù? Ci sono studi ‘enormi’ sul concetto di verità nella Bibbia, e su quello che intende Gesù1. L’idea è un po’ differente ma non contraria a quella che ho esposto poco sopra (“dire qualcosa che corrisponde ai fatti”). In estrema sintesi, per la Scrittura la verità è la rivelazione di quello che Dio pensa e vuole. Ma questo non vuol dire che verità nella Bibbia significa “il punto di vista di Dio” come se fosse uno dei tanti punti di vista possibili. È l’unico punto di vista possibile, gli altri sono inganni. Ed è l’unico punto di vista possibile perché è Lui che crea la realtà.
Di più, nel modo di vivere del mediorientale di quei tempi, nessuno rivela mai qualcosa a una persona se non per renderla partecipe – in qualche modo – della propria vita. Se io ti rivelo qualcosa, ti offro un’amicizia, un’alleanza, una comunione di vita. Tu e io dopo non saremo gli stessi di prima. Tanto più se tu accogli ciò che io ti ho rivelato. Se no, te ne vai, prendi le distanze.
Questo permette anche di capire perché l’idea del “conoscere” nel linguaggio della Bibbia è un’idea forte, così forte da indicare adesione a ciò che si conosce, coesione con ciò che si conosce, finanche a significare l’intesa fisica tra il marito e la moglie, tra l’uomo e la donna, il loro rapporto sessuale.
Gesù è venuto per rendere testimonianza alla volontà che Dio ha di legarci a Lui. Ma Pilato, che non comprende quello che Gesù dice, rimane su un piano … esterno, e non continua a dialogare con Gesù su questa Verità. Sta su un altro livello, su quello di chi deve risolvere un problema con meno impicci possibili. E sembra che dica: “sì, la testimonianza alla verità! … È un bel discorso, ma qui il problema è un altro. Tu cammini sulle nuvole!”. Forse Pilato intende questo. Comunque sia, non indaga più a fondo sulla verità, e continua a trattare il “problema Gesù” cercando di risolverlo nella maniera che ritiene più pratica.
Ed è quello che rischiano di fare, spesso, tanti di noi. “Non mi interessa veramente ciò che Dio dice, non mi interessa veramente come stanno le cose: cerchiamo di fare quello che in questo momento ci torna più semplice e utile”. E così finiamo per trasformare la verità in tanti punti di vista. E con tanti punti di vista possiamo trovarci solo per caso nel vero bene, mentre più spesso costruiamo la nostra vita cercando quello che lì per lì ci sembra utile, conveniente, gratificante. Non vi sembra che oggi dovremmo recuperare, come cosa primaria, proprio la faccenda della verità?
“Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce” … Questa frase è un po’ intrigante. Perché, se non possiamo negare che sia difficile tenere la verità e stare nella verità – e ciò che accade oggi attorno a noi e dentro di noi ne è una continua dimostrazione – Gesù dice che comunque la verità in qualche modo chiama, e che – in qualche modo – si può appartenere alla verità. E che, se c’è questo legame con la verità, si può ascoltare la voce di Gesù.
… Un bel ‘problema’ forse … per chi si occupa di scienza! Comunque, se uno prende questa frase di Gesù nel suo contenuto così assoluto (da come lo dice, Gesù non ammette contestazioni, o un’altra possibilità), deve ammettere che Gesù intende che se non hai ancora familiarità con Lui, ma sei comunque uno strutturato nella verità, capirai che Gesù dice parole di verità e che viene a dirti, nel tracciato della verità, proprio ciò che ti manca e che ti aspettavi. Vediamo come il problema stia sempre lì … che cosa sia la verità.
Se la verità c’entra con quello che è il fondo delle cose, e quindi anche con il nostro fondamento, e non dipende dalle nostre scelte o dai nostri progetti, né tanto meno dalle nostre voglie, … e se quindi noi non siamo i costruttori e modificatori della verità, ma solo gli scopritori e gli amministratori di essa, e se siamo consapevoli che questo fondo delle cose e questo fondamento di noi stessi è e sta lì anche se noi prendiamo altre strade … Se la verità è questo, e uno “sta in” questo, chiunque prima o poi, e prima della propria morte, riconoscerà la voce di Gesù, o per lo meno si disporrà a incontrarLo nel momento della morte. Diversamente non potrà riconoscere la voce di Gesù, e
1 Basti pensare all’opera di padre De La Potterie, presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma.
nemmeno conquistare una sapienza profonda. In realtà, disseminerà soltanto superficialità e instabilità interiore. E anche schiavitù interiore nelle persone che gli staranno appiccicate.
E, per finire, per mettere insieme i due modi di intendere la verità, quello della Bibbia e quello prettamente umano proprio di una riflessione serena e non ideologica, si deve affermare che il riconoscere che la verità ha che fare con la mia conoscenza corretta e adeguata delle ‘cose’ (anche di me stesso) mi pone in perfetta corrispondenza con l’idea biblica di verità: la verità come comunicazione di quello che conta ed è il fondamento delle cose. Lo sforzo di una conoscenza pulita e libera – che dovrebbe caratterizzare sempre l’uomo – si incontra sempre con il dono di una comunicazione, di una rivelazione. Ed è solo a quel punto che la verità si compone dei due suoi elementi costitutivi, e diviene ciò che arricchisce per sempre un uomo. Lo rende, in altre parole, sapiente: la mente conosce la realtà per quello che la realtà è & accoglie Dio che rivela la realtà per quello che la mente non può scoprire da sola. Da queste nozze nasce la sapienza.
Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.