Il mattino di pasqua…

Cerco di calarmi nei sentimenti di Maria, di stabilire un contatto “cuore a cuore”.
Maria non andò al sepolcro, il mattino di Pasqua. Il Vangelo non lo dice. Uno potrebbe pensare: “ma è sottinteso che tra il gruppo delle donne che si mosse ancora prima dello spuntar della luce ci fosse pure lei! Vuoi che la madre non vada dal suo figlio morto?”.
No. Gli evangelisti sono molto parchi di notizie su Maria, e quelle poche che ci forniscono hanno tutta l’aria di essere essenziali, doverose, necessarie. In una circostanza come questa l’avrebbero nominata, come fa Giovanni che la pone in primo piano sotto la croce, mentre Gesù sta morendo. Proprio Giovanni, poi, che scrive il suo vangelo per ultimo, dimostra sempre di integrare quei fatti che narra in comune con gli altri tre evangelisti aggiungendo dettagli importanti, tipici di un testimone oculare, quasi volesse mettere i puntini sulle “i”. E al suo tempo ce n’era bisogno, perché già all’interno dei primi credenti c’era qualcuno che pensava e predicava che forse non tutto quello che si diceva di Gesù era veramente successo o che fosse accaduto proprio così come veniva predicato dai primi discepoli, Apostoli compresi.
Se la Madre di Gesù fosse andata al sepolcro, Giovanni ce l’avrebbe segnalato, e probabilmente come prima della lista. Se non è stata nominata da lui, che è il discepolo che Gesù amava e che se l’era presa con sé fin da sotto la croce (come Gesù gli aveva raccomandato), vuol dire che Maria non ci è andata. Perché? Perché non serviva. Sapeva che non serviva.
In realtà attendeva. A differenza degli Apostoli e dei discepoli, uomini e donne – i quali (come fa notare Giovanni quando descrive la scoperta del sepolcro vuoto, con i teli afflosciati come se Gesù si fosse volatilizzato senza scomporre nulla, e senza nemmeno spostare la pietra) “non avevano ancora saputo a fondo la Scrittura”, non avevano fatto esperienza piena di essa, e quindi non avevano capito le profezie – … A differenza degli altri Ella attendeva, perché, come sempre aveva fatto nella sua vita, conservava nel suo cuore tutti gli avvenimenti e le parole del suo Figlio, li meditava in continuazione e li confrontava con le profezie. Quindi, Maria sapeva che Gesù nel sepolcro non ci sarebbe stato, perché “era scritto così”, e Lui stesso l’aveva detto. Soltanto attendeva di sapere quando e come si sarebbe fatto vedere *. Alcuni padri della Chiesa e alcuni santi hanno addirittura pensato, anche se non è scritto nei Vangeli, che Gesù sia apparso prima di tutti a Sua Madre (il che non sarebbe neppure contrario alla logica rivelata del mistero di Dio, logica secondo la quale la prima a conoscere Gesù, a portarlo e a vederlo nella sua Incarnazione doveva essere la prima a conoscerlo nella sua glorificazione).
Al di là di questo pensiero di alcuni santi, mi vorrei soffermare sulla fede certa di Maria.
Questa fede certa di Maria, che non le ha tolto per nulla lo strazio della sofferenza, mai peraltro disperata, ma che l’ha mantenuta sempre sicura della vittoria di Cristo, è la garanzia che fin dall’inizio della vita della Chiesa, fin dalla sua fondazione, non si è mai persa la fede assieme alla speranza. E “i conti tornano”. Gesù non poteva fondare una Chiesa che già all’inizio avesse perduto la fede e la speranza – anche se soltanto per due giorni. No, Almeno Maria, in quei frangenti al limite dell’assurdo e della disperazione e del totale fallimento, nell’ora del potere delle tenebre, almeno Lei ha conservato la fede in Gesù vero uomo, vero Dio, Redentore, Salvatore nonostante la morte.

E chissà se gli stessi Apostoli con i discepoli in quei due giorni di buio tremendo nel cuore non ricavassero da Maria, guardandola, standole vicino, un incoraggiamento alla fede, all’attesa. Come faceva a essere così tranquilla e certa, pur nel suo dolore…Come faceva a non aver paura? Magari qualcuno di loro le andava vicino per consolarla e si diceva invece: «ma che sta succedendo?».

Ancora: da questo punto di vista, nulla mi toglie dalla testa la convinzione che quando Gesù dirà apparendo a Tommaso: «Beati quelli che pur non avendo visto hanno creduto», cioè quelli che non hanno avuto bisogno di vedere per credere, elogia anzitutto Maria.
In effetti, c’erano sì alcuni discepoli che pur non avendo ancora visto Gesù prima della apparizione alla sera di Pasqua a porte chiuse erano convinti che fosse vivo. E ci credevano perché dicevano: «l’ha visto Simon Pietro». Maria, però, si distingue perché ha creduto durante le trenta-quaranta ore della sepoltura, prima ancora di aver visto e di ricevere qualsiasi testimonianza.

E chissà,! magari, quando le donne e i discepoli hanno visto che la mattina di Pasqua non andava al sepolcro avranno pensato: «è distrutta!»…
…Prego Maria perché mi faccia alloggiare nel suo cuore e abbia anch’io come Lei una fede sofferta, sì, ma certa e inalterata.

* Un po’ come accadde all’annuncio dell’Angelo: in quella circostanza non disse «non è possibile, non ci credo», ma chiese soltanto come sarebbe accaduto quello che gli era stato annunciato. In effetti nel passo del Vangelo secondo Luca si riferisce che Maria disse: «come sarà questo», cioè «come accadrà». E tale domanda non significa «non è possibile!». Tutt’altro. Potremmo tradurre le parole di Maria nel modo seguente: «Sì, ma dal momento che nei confronti di Giuseppe io vivo una situazione del tutto particolare di verginità, come accadrà che concepirò? Devo rinunciare al mio proposito di verginità?». L’Angelo appunto la rassicurò rispondendole: «No: lo Spirito Santo ti farà concepire».

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